Recessione anticoncezionale
"The childfree life”, una vita senza figli, strilla a modo suo la copertina del settimanale Time di questa settimana. La foto che accompagna il titolo mostra una coppia giovane e aitante, sdraiata sulla sabbia, hanno l’aria felice, intenti solo a godersi le vacanze. Si tratta di un nichilismo glamour che ci dice molto di più delle chattering classes anglosassoni, ebbre del post moderno e del proprio life style. Già su Newsweek, Joel Kotkin e Harry Siegel avevano dato voce alle giovani coppie che non vogliono avere figli per scelta. Questi servizi giornalistici ci dicono che l’America è sempre più simile all’Europa. Parliamo di crisi demografica, di generazioni senza figli. Per scelta.
12 AGO 20

"The childfree life”, una vita senza figli, strilla a modo suo la copertina del settimanale Time di questa settimana. La foto che accompagna il titolo mostra una coppia giovane e aitante, sdraiata sulla sabbia, hanno l’aria felice, intenti solo a godersi le vacanze. Si tratta di un nichilismo glamour che ci dice molto di più delle chattering classes anglosassoni, ebbre del post moderno e del proprio life style. Già su Newsweek, Joel Kotkin e Harry Siegel avevano dato voce alle giovani coppie che non vogliono avere figli per scelta. Questi servizi giornalistici ci dicono che l’America è sempre più simile all’Europa. Parliamo di crisi demografica, di generazioni senza figli. Per scelta. Anche se ne avrebbero ampiamente la possibilità. Gli esperti americani la chiamano “recessione ad effetto anticoncezionale”. Per il quarto anno consecutivo, il numero delle nascite negli Stati Uniti è diminuito. Il calo delle nascite è un fenomeno assolutamente nuovo negli Stati Uniti, dove sino a cinque anni fa si registrava al contrario un incremento annuale. L’America si trova con pochi giovani, pochissimi bambini e una pletora di baby boomer prossimi alla pensione. Nel libro “What to Expect When No One’s Expecting?”, il giornalista Jonathan Last aveva scritto che “c’è qualcosa nella modernità stessa che ci fa tendere verso un minore numero di figli”. Si tratta di una tendenza che è stata promossa in America da decenni di battaglie progressiste per ridurre il numero dei figli. Il Wall Street Journal lo ha chiamato “America’s Baby Bust”:
“Intere generazioni negli Stati Uniti sono state indottrinate sui pericoli della sovrappopolazione”. La situazione demografica negli Stati Uniti non è ancora grave come in Giappone o in Europa, dove il tasso di fertilità è intorno a 1,5 (in Italia addirittura è dell’1,4) ma ciò è dovuto principalmente all’immigrazione. In prospettiva però – osserva il Journal – tale risorsa verrà a mancare. Sarà allora la fine dell’eccezione americana? Fino a ieri, l’America era l’occidente che sapeva unire modernità e vitalità. Adesso, all’europea, sembra che abbia sacrificato la seconda sull’altare della prima.